Green economy: Stati generali, ricetta per 'new deal' dell'Italia (4)

Laboratorio Metrologico Ternano

Green economy: Stati generali, ricetta per 'new deal' dell'Italia (4)

6 Novembre 2013 news 0

(AGI) – Rimini, 6 nov. – Programmi di rigenerazione urbana, di recupero di edifici, di bonifica, per limitare il consumo di suolo: per limitare il consumo del suolo che ormai marcia a ritmi insostenibili (ogni 5 mesi viene cementificata in Italia una superficie pari al Comune di Napoli) occorre puntare su programmi di rigenerazione urbana e sul recupero, la ristrutturazione, il rifacimento, il riuso e la riqualificazione energetica degli edifici esistenti; favorire le bonifiche dei siti contaminati e delle aree industriali; attivare processi partecipativi per lo sviluppo delle citta’ intelligenti e sostenibili (Smart City); arrestare il consumo di suolo non urbanizzato con misure efficaci.
– Fondo Nazionale per la Mobilita’ sostenibile: il Fondo puo’ essere alimentato con un sistema di pedaggio stradale, differenziato in base alle emissioni e alla congestione; con fondi del MIT e con una parte del gettito derivante dalle accise sui carburant. Esso potra’ finanziare lo sviluppo di nuove reti e interventi soprattutto per la mobilita’ sostenibile urbana (piste ciclabili e pedonali; car sharing e bike sharing); reti dedicate al TPL, sostituzione di autobus con piu’ di 15 anni, Telelavoro, diffusione veicoli a gas, elettrici, ibridi.
– Valorizzare le potenzialita’ di crescita dell’agricoltura di qualita’: promuovere gli investimenti per produzioni biologiche di qualita’, di filiera corta; promuovere il consumo di prodotti agro-alimentari di qualita’, ottenuti con processi sostenibili, di filiera corta anche con azioni mirate per rafforzare la vendita diretta e il loro inserimento negli acquisti della p.a.; favorire con detrazioni fiscali le iniziative tese a integrare le attivita’ tradizionalmente collegate alla produzione agricola, con azioni mirate a promuovere la manutenzione e la fruizione del territorio.
– Piano nazionale per l’occupazione giovanile per una green economy: il Piano deve prevedere una riduzione, per tre anni, del prelievo fiscale e contributivo per l’impiego di giovani; una riallocazione in chiave di eco-innovazione degli incentivi all’industria; un rafforzamento in chiave green delle principali filiere produttive; un programma di risanamento e riqualificazione ambientale degli impianti e delle produzioni ad elevato impatto; il lancio di iniziative di valorizzazione del Made “green” in Italy; il sostegno alle green start-up giovanili. (AGI) Red

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