Energia dalle onde, così le prossime tappe del progetto Iswec

Laboratorio Metrologico Ternano

Energia dalle onde, così le prossime tappe del progetto Iswec

29 Ottobre 2019 news 0

(Dall’inviato) – Il progetto Iswec per la produzione di energia dal moto ondoso è ufficialmente partito. Nel 2020 “inizierà una fase di sperimentazione” presso la piattaforma Eni Prezioso nel Canale di Sicilia (potenza nominale installata di 260 kW e potenza di esercizio di 100 kW) “per sviluppare un secondo prototipo e dal 2021 si entrerà nella fase industriale portando energia alla prima isola”. A fissare il calendario del programma che mette insieme Eni, Terna, Cassa depositi e prestiti e Fincantieri è stato l’a.d. del Cane a sei zampe, Claudio Descalzi (QE 28/10). 

Parlando a margine dell’evento di presentazione, ieri a Ravenna il manager ha spiegato che “inizieremo a creare 118 mini piattaforme”, entro il 2025, equivalenti a circa 12 MW di capacità installata, dispositivi galleggianti in grado di convertire i movimenti dello scafo in energia elettrica da installare al largo delle isole.  “Una tecnologia che permette di sfruttare in tutti i suoi movimenti l’onda marina, anche impercettibili”, ha detto l’a.d. Inoltre, riducendo i costi di Iswec si vuole realizzare “un prodotto industriale molto robusto e cominciare anche a esportarlo”. Iswec è il sistema smart grid composto da fotovoltaico e da un sistema di stoccaggio utilizzabile sia per l’alimentazione di asset offshore di medie e grandi dimensioni sia per la fornitura di elettricità rinnovabile in luoghi non interconnessi alla rete, come le isole minori, territori “che pagano l’energia 4-6 volte più che sul continente, dovendo produrla trasportando gasolio con bettoline per bruciarlo nei generatori”, ha aggiunto il manager. 

 Descalzi ha precisato che il progetto si avvale della collaborazione di Terna per la trasmissione di elettricità con una “combinazione ibrida solare e moto ondoso”, del lavoro di Fincantieri “per ottimizzare i costi” e di Cdp con cui saranno firmati altri accordi. 

La presentazione si è tenuta a Ravenna che, ha rimarcato il sindaco Michele de Pascale, ha una storia industriale legata alle diverse attività di Eni comprese quelle per l’estrazione del gas. La città “è culla dell’energia sia per le rinnovabili che per il metano”, ha detto Descalzi aggiungendo che “non è la parte upstream a produrre la quota di CO2 più importante ma quella che riguarda il consumo. “Se non lo estraiamo in Italia bisognerà importarlo, producendo ugualmente emissioni ma con un impatto su occupazione, royalties, tasse e sviluppo tecnologico”.

Eni – ha spiegato Descalzi – sta vivendo una “rivoluzione” guidata dalle nuove tecnologie e di questo si è parlato con il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Il premier, dal canto suo, ha sottolineato l’importanza di un progetto “innovativo” ideato e realizzato da una “filiera completamente italiana” grazie al coordinamento tra “campioni nazionali che fanno sistema e che può rappresentare un nuovo modello di politica industriale”. Per il premier “lo Stato può esprimere indirizzi sulla base di obiettivi strategici” orientando così i piani dell’industria. Compito della politica – è il pensiero di Conte – non può essere quello di “effettuare un’impossibile pianificazione, perché non è pensabile un ritorno al dirigismo ma neanche un completo disinteresse”.  
 

Contesi è anche soffermato sull’azione dell’esecutivo con “economia ed ecologia che non possono continuare a percorre binari separati, ma devono marciare all’unisono e dialogare”. La tutela dell’ambiente “non deve essere vista come un limite allo sviluppo economico, ma come opportunità, anche occupazionale”. In questo senso, per Conte è “meritorio l’impegno di Eni nell’orientare l’intera strategia di investimento aziendale verso il rispetto degli 17 obiettivi di sviluppo sostenibile contenuti nell’Agenda 2030 dell’Onu”. 
 

Il premier ha parlato di “8 mld € di investimenti pubblici aggiuntivi contenuti nella manovra di bilancio nel prossimo triennio che saranno destinati alla promozione della sostenibilità ambientale e sociale, all’economia circolare, all’efficientamento energetico e alle Fer”. Queste risorse, ha proseguito Conte, se considerate “in un’ottica di lungo periodo cresceranno fino a diventare circa 55 mld € che si coniugano anche agli investimenti privati, dove pensiamo di erogare contributi e incentivi per circa 6 mld € nel prossimo triennio”. Conte ha ribadito l’impegno del Governo nella lotta ai cambiamenti climatici attraverso il Green new deal, la cabina di regia Benessere Italia e il Pniec, “un progetto in linea con il target della neutralità carbonica al 2050″. Per Conte, infine, ogni iniziativa va declinata seguendo criteri di sostenibilità e attraverso un dialogo costante con le partecipate per costruire un’Italia più verde e innovativa”.

 

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