Arera, sì al mercato infragiornaliero continuo, ma non prima di metà 2020

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Arera, sì al mercato infragiornaliero continuo, ma non prima di metà 2020

3 Luglio 2019 Articoli audizioni Autorità per l'energia mercato infragiornaliero mercato servizi dispacciamento negoziazione continua Stefano Besseghini 0

Si torna a discutere la riforma del mercato elettrico infragiornaliero italiano nell’audizione informale con l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) che si è svolta nella seduta di ieri, martedì 2 luglio, presso la X Commissione Industria del Senato (documento e video in basso) .

In particolare, nel suo intervento, il presidente dell’Autorità, Stefano Besseghini, ha considerato “realistico” applicare anche nel nostro paese le regole del mercato in negoziazione continua in prossimità del tempo reale (continuous trading, vedi qui le audizioni di Elettricità Futura e Italia Solare) dalla metà del 2020.

Difatti, si legge nel documento presentato in audizione dall’Arera (neretti nostri nelle varie citazioni), l’introduzione di un sistema a negoziazione continua, che permette agli operatori di scambiare energia fino all’ora che precede la chiusura delle contrattazioni, richiede un’evoluzione “significativa” dell’architettura del mercato nazionale, “con particolare riferimento al mercato per il servizio di dispacciamento”.

Più in dettaglio, spiega l’Autorità nella memoria, con l’apertura di un sistema intraday a scambio continuo, “non è realistico pensare di spostare l’esecuzione del mercato per il servizio di dispacciamento esclusivamente a valle di quest’ultimo, poiché il tempo (meno di un’ora) non sarebbe sufficiente per eseguire eventuali accensioni o cambi di assetto delle unità abilitate”.

In sostanza, afferma l’ARERA, si avrebbero meno risorse disponibili per il dispacciamento (solo quelle già in servizio o con tempi di attivazione molto rapidi) con il conseguente rischio che “potrebbero non essere garantiti i margini di riserva necessari ad un esercizio sicuro del sistema nel tempo reale”.

Ecco perché l’Autorità “non ritiene opportuna, almeno nel breve periodo”, una modifica delle attuali tempistiche con cui si svolgono le varie fasi del mercato per il servizio di dispacciamento.

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