RINNOVABILI: IN VALTELLINA CONVEGNO SU VITICOLTURA E BIOMASSE (2)


(AGI) – Roma, 15 mag. – “L’Italia grazie alle colture di vite, olivo, frutta, noccioli e mandorli dispone di un potenziale di biomassa legnosa residuale importante in termini di volume, a partire dall’impiego delle potature e degli sfalci”, ricorda il Fiper, Il valore teorico complessivo e’ di oltre 5,5 milioni di tonnellate di biomasse residuali, corrisponde/nti a quasi 500 mila ettari adibiti a coltivazioni lignocellulosiche. Un potenziale che spesso viene “bruciato” a bordo campo, perche’ non esiste una filiera energetica locale in grado di valorizzare questo materiale, creando effetti negativi anche sulla qualita’ dell’aria.
Secondo Walter Righini, Presidente di Fiper e ad della societa’ Tcvvv S.p.a. (che gestisce la centrale di teleriscaldamento di Tirano), la Valtellina puo’ e deve giocare la sua parte anche nella produzione di agripellet locale. “L’impiego dei sarmenti a fini energetici per la produzione di pellet, brichette o per il conferimento diretto in centrali di teleriscaldamento trasforma questo sottoprodotto per l’azienda agricola da costo di smaltimento a fonte di ricavo e promuove una redistribuzione del reddito a livello locale”, ha affermato Righini. Inoltre, la filiera biomassa-energia permette di conseguire biomassa legnosa in filiera corta, mettendo in sicurezza il territorio. “Dall’ultima frana in Valtellina, abbiamo imparato la lezione. I nostri boschi non possono aspettare i tempi burocratici per prevenire i rischi idrogeologici”, ha concluso il presidente del Fiper. (AGI) Rme/Ila

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