Rifkin e il suo superficiale modello di nuova economia


G.B. Zorzoli

Dopo aver concepito un’economia basata sull’idrogeno, che dopo dodici anni sembra essere miseramente fallita, ora Rifkin propone un altro modello basato su fonti rinnovabili, internet (delle cose) e stampanti 3D. Un articolo di GB Zorzoli spiega perché la sua società ‘immaginaria’ resta anche stavolta una costruzione sbagliata e arbitraria.

Nel 2002 Jeremy Rifkin pubblicò “Economia dell’idrogeno”, un intero volume dedicato alle prospettive di una gestione democratica e decentrata del sistema energetico, grazie alla ormai raggiunta maturità tecnologica delle celle a combustibile e alla possibilità di alimentarne con idrogeno prodotto a basso costo. Entrambe le ipotesi erano clamorosamente sbagliate, come misi allora in evidenza, in particolare con un dettagliato articolo (“La promessa idrogeno”) sulla rivista Energia.

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