Rifiuti: Conai, con sviluppo riciclo 90 mila posti entro il 2020 (2)


(AGI) – Roma, 28 ago. – Nello scenario prudente, gli addetti aggiuntivi della filiera del riciclo (parliamo di raccolta differenziata, trasporto, selezione e riciclo al netto dell’occupazione persa in altri settori, come per esempio le discariche) sarebbero circa 76.400 e gli addetti per le costruzioni di impianti (di selezione, compostaggio, riciclo intermedio e termovalorizzazione) circa 12.600, per un totale sull’intero territorio nazionale di circa 89.000 nuovi posti di lavoro.
Gli effetti occupazionali, in entrambi gli scenari, sono in proporzione maggiori al Centro e al Sud soprattutto nelle attivita’ di raccolta differenziata in ragione del ritardo che caratterizza tali aree. Al contrario la maggior concentrazione di industrie del riciclo al Centro Nord determina in tali aree un incremento occupazionale percentualmente superiore per tali attivita’.
Lo studio stima che l’incremento di posti di lavoro sara’ minore, pari a circa 60.000 unita’, nell’ipotesi che l’intensita’ della mano d’opera incrementale nelle attivita’ di raccolta al Centro e al Sud si allinei agli standard del Nord.
Il volume d’affari incrementale della filiera (si fa riferimento a raccolta differenziata, trasporto, selezione, produzione di semilavorati per il riciclo, compostaggio, termovalorizzazione) nello scenario prudente e’ stato valutato pari a circa 6,2 miliardi, gli investimenti in infrastrutture (impianti di selezione, produzione di semilavorati per il riciclo, compostaggio e termovalorizzazione), ammonterebbero a circa 1,7 miliardi, mentre il valore aggiunto e’ stato quantificato in circa 2,3 miliardi.
Rilevanti potranno essere i benefici economici netti, cioe’ la differenza i benefici generati dal sistema Conai e i costi, spiega la nota dell’organizzazione, la quale ricorda che un precedente studio di Althesys ha valutato che, per la sola filiera del riciclo degli imballaggi da rifiuti urbani, dal 1998, anno della fondazione di Conai, al 2012 i benefici netti sono risultati pari a circa 12,7 miliardi di euro. (AGI) Rme/Pit

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