Quella produzione da carbone dei Balcani che potrà entrare nell'Unione Europea


Luca Re

In diversi Paesi europei aderenti alla Comunità dell’energia sono in progetto diverse centrali a carbone. Così Balcani e Ucraina rischiano di diventare aree in cui “scaricare” la produzione di elettricità sporca. Il rischio per Bruxelles è ritrovarsi a gestire altri impianti obsoleti e inquinanti, in palese contraddizione con gli obiettivi europei su clima ed energia.

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Le contraddizioni della politica “salva-clima” europea sono sempre dietro l’angolo: stavolta sotto i riflettori sono finiti alcuni Paesi dell’area balcanica che rientrano nella Comunità dell’energia. Perché in quella regione si costruiranno parecchi nuovi impianti a carbone, con il benestare – anche finanziario – di Bruxelles. L’allarme arriva da CEE Bankwatch, un’organizzazione non governativa che monitora le attività delle istituzioni finanziarie nell’Europa centrale e orientale.

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