Il flop del nucleare e le carte vincenti da giocarsi


Gianni Silvestrini

Il crollo in borsa di Areva è solo l’ultimo segnale della profonda crisi dell’energia atomica nei paesi industrializzati, segnata da ritardi, costi in aumento e tentativi di aiuti di Stato. Una strada diversa da percorrere c’è ed è indicata dalla prossima continua e impetuosa crescita della nuova potenza da fonti rinnovabili. L’editoriale di Gianni Silvestrini.

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Il crollo in borsa di Areva (il 19 novembre il titolo è calato del 16%) è l’ultimo segno del meltdown nucleare nei paesi industrializzati. Il colosso francese costruttore di centrali atomiche è in forte difficoltà per i continui ritardi e per i costi schizzati alle stelle delle due centrali per le quali sta lavorando in Europa, a Olkiluoto in Finlandia e a Flammanville in Francia.

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