Energia: operatori agroforestali, regole certe per rilancio (2)


(AGI) – Verona, 22 feb. – “Secondo la Commissione europea – ha fatto notare Gb Zorzoli di Free (Fonti rinnovabili ed efficienza energetica) – l’Italia nel 2030 potrebbe non raggiungere l’obiettivo della riduzione del 40% delle emissioni inquinanti, ma fermarsi a poco piu’ del 20%”. Questo, se non si imprime a tutto il settore delle rinnovabili una forte spinta di ripresa che superi la crisi. In questo quadro, l’Aiel vuole fare la sua parte rilanciando un settore che e’ gia’ primario in Italia ma che potrebbe essere falcidiato da decisioni e politiche miopi. “Occorrono azioni precise, coordinate e chiare – ha detto Berton – come, ad esempio, l’accordo intergovernativo stretto tra 7 regioni, nella Pianura Padana, per azioni congiunte che mirino alla riduzioni delle polveri sottilli. Occorre un tavolo istituzionale, e noi vogliamo farvi parte, per delineare obiettivi condivisi, per la sostituzione di vecchi apparecchi con tecnologie piu’ efficienti. Abbiamo calcolato che sarebbero circa 4-5 milioni gli apparecchi da sostituire, noi prevediamo di poterlo fare al ritmo di 300-500 mila pezzi all’anno”. Infine le proposte: “Il settore delle energie agroforestali – ha ribadito Berton – non chiede sovracompensazioni, ma strumenti stabili nel tempo, certi che garantiscano soprattutto la qualita’ degli interventi. Condizioni di instabilita’, sul fronte legislativo, danneggiano il settore, vediamo cosa sta succedendo al fotovoltaico. Chiediamo quinid una strategia sicura nel tempo”. Dunque, molto lavoro da fare in vista degli obiettivi europei del 2030, ma l’importante, e’ questa la filosofia dell’incontro a Verona oggi, e’ partire subito. (AGI) Mau

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