Energia: no Assoelettrica/Assorinnovabili a sovracanoni mini idro (2)


(AGI) – Roma, 9 feb. – “I canoni demaniali e i sovracanoni (Bim ed Enti Rivieraschi) hanno gia’ visto continui aumenti nell’ultimo decennio, ben oltre le dinamiche inflazionistiche; un ulteriore aumento improvviso del 30% e’ contro qualsiasi logica di mercato e di previsione di business plan, oltre a non avere alcuna correlazione ne’ con l’andamento dei ricavi dei produttori idroelettrici ne’ con i capitoli di spesa pubblica a cui dovrebbero essere destinati i canoni”, sottolineano Assorinnovabili e Assoelettrica, “se la norma verra’ approvata, un piccolo impianto idroelettrico senza incentivi e senza prezzi minimi garantiti (cioe’ la maggior parte dei soggetti interessati) arrivera’ a pagare canoni e imposte indirette per valori vicini al 30% del fatturato. I titolari saranno quindi costretti a limitare al minimo le attivita’ di manutenzione e di rinnovo degli impianti stessi, se non addirittura a chiudere, con significativi impatti negativi in termini di occupazione e ricchezza delle comunita’ locali”. “A cio’ si aggiunga che nella proposta di modifica della legge di stabilita’ 2013 presentata nel Collegato Ambientale, si intende eliminare il presupposto giustificativo dell’applicazione del maggior canone, attualmente legato alla prosecuzione degli interventi infrastrutturali da parte dei comuni”, prosegue la nota, “in questo modo, i maggiori oneri per gli operatori, appaiono slegati da qualsiasi giustificazione razionale visto che sono dovuti a prescindere dall’effettuazione degli interventi da parte dei comuni montani. Auspichiamo dunque che, nella discussione dei prossimi giorni al Senato, questa norma venga soppressa”. (AGI) Rme/Pit

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