Energia: forum a Venezia su crescita,energia,geopolitica e Africa


(AGI) – Milano, 7 apr. – Advantage Financial organizza la settima edizione del Forum Global Perspectives for Growth: Energy, Geopolitics & Africa, il 27 aprile a Venezia presso la Fondazione Giorgio Cini all’isola San Giorgio Maggiore. Il programma dei lavori sara’ articolato su tre panel: “Global Economic Outlook”, “Africa and Opportunities” e “Geopolitics and Energy”.
Ai lavori e’ prevista la partecipazione di imprenditori, esperti, economisti e rappresentanti dei Paesi presenti e delle autorita’ internazionali tra cui Bennu J. Ndulu, Bank of Tanzania, Mthuli Ncube, African Development Bank, Alberto Baban, Presidente Piccola Impresa Confindustria, Adan Mohamed, Cabinet Secretary of Industrialization and Enterprise Development Kenya, Daniel Heller, Executive Director IMF, Oleg Smolyakov, Governatore Bank of Kazakhstan, Alain Bifani, Director Ministry of Finance Lebanon e Luca Paolazzi, Direttore Centro Studi Confindustria si confronteranno sulle economie di frontiera dell’Africa Sub-sahariana, e in particolare dell’Africa Orientale, sempre piu’ al centro dell’interesse degli investitori internazionali.
In molti Paesi dell’area si osserva negli ultimi anni un tasso di crescita del Pil superiore al 6%, dovuto a politiche economiche e fiscali favorevoli allo sviluppo e alla stabilita’ economica. Una fetta di Africa ricca di risorse naturali (inclusi gas, petrolio e acqua), dove si parla inglese, e’ in atto una vera rivoluzione economica e sono forti le opportunita’ di investimenti industriali e finanziari.
“Verso l’Africa Sub-sahariana si sono indirizzati dal 2014 a oggi flussi di investimenti pari a 8,4 miliardi di dollari, di cui circa 1,4 nel 2015, provenienti da Stati Uniti, Asia ed Europa”, dice Francesco Confuorti, presidente di Advantage Financial. “L’Italia e’ ancora quasi assente. C’e’ un gap da colmare e una grande opportunita’ per le nostre imprese, considerando anche che il modello organizzativo della tipica azienda africana (con l’eccezione dei grandi gruppi multinazionali) si avvicina molto a quello delle pmi italiane”.(AGI) Red/Ccc

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