Ambiente: Eni-Legambiente, bonifiche sfida tecnologica importante (3)


(AGI) – Roma 9 nov. – Secondo Milani l’obiettivo deve essere quello indicato dalla Commissione europea di arrivare “al 2050 quando si smettera’ di utilizzare nuovo suolo e si utilizzera’ solo quello gia’ usato”. “L’attivita’ di bonifica – ha proseguito l’ad di Syndial – rappresenta un ponte tra attivita’ non piu’ sostenibile da un punto di vista economico, sociale o ambientale verso una nuova fruizione economica o ambientale di quelle aree”. In questo senso, ha sottolineato, fondamentale e’ “il coinvolgimento di chi vive intorno ai siti perche’ non possiamo essere noi che a tavolino decidiamo il loro destino. Del sito industriale si conosce tutto del punto di partenza, la difficolta’ sta nel condividere un progetto di bonifica legato al riutilizzo ovvero nell’individuare il punto di arrivo. Per questo e’ importante coinvolgere i territori su tale aspetto. Ci sono aree dove e’ chiaro cio’ che si vuole fare mentre ce ne sono altre dove l’individuazione del punto di arrivo risulta piu’ difficile”. Nel suo intervento, Ciafani ha invece evidenziato l’importanza della legge sugli eco-reati che “ridurra’ i profili di illegalita'”. Anche se ci sono voluti “oltre 20 anni per approvarla”, ha sottolineato il vicepresidente di Legambiente, con tale intervento normativo “si alza il livello di difesa ambientale” e “l’omessa bonifica rientra a tutti gli effetti nella fattispecie contemplata dalla legge”. Majone ha infine posto l’accento sull’analisi di rischio soffermandosi anche lui sulla normativa italiana “che ci protegge molto bene e anche nei casi in cui si interviene i rischi sono comunque bassissimi”. (AGI) Gin

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